LA VITA IMMAGINATA – laboratorio

La vita immaginata

PROGRAMMA 

“…La Poesia è ogni volta una nuova Esperienza. E tutte le volte che leggo una Poesia, l’Esperienza accade…” (Borges, 1949)

Letture e riflessioni, dialoghi e scritture richiamando parole, evocazioni ed evasioni, simboli, libere associazioni e metafore dell’inconscio per relazionarsi con un reale che sfugge alla comprensione.
Ogni laboratorio si compone di tre momenti:

DIALOGO: Il dialogo si intreccerà attraverso la lettura di brani diversi relativi all’argomento.
Leggere testi a voce alta permette di ascoltare e sentire il modo in cui il suono delle parole, la voce del lettore, la scelta delle parole, il ritmo, la struttura delle frasi insieme producono effetti emotivi inseparabili dal contenuto di ciò che viene detto. Le parole non sono solo “cassetto” per trasportare le idee, esse creano un’esperienza per la prima volta nell’atto stesso di essere lette/parlate/ascoltate. Ascoltando le parole io sto “sognando” quelle stesse parole per me stesso. Quando parliamo di sognare un testo, ci riferiamo al lavoro psicologico conscio e inconscio del fare qualcosa di proprio con il testo che si sta leggendo. Le libere associazioni, sono il sogno diurno che ci consentiamo di sognare.

“La verità non sta in un solo sogno ma in mille sogni…” (Le mille e una notte)

SCRITTURA: L’elaborazione di uno scritto individuale offrirà l’opportunità di entrare in contatto con la preziosità e il fascino della propria esistenza, aiutando a cambiare il punto di vista sulla propria vita e lasciando spazio alla memoria involontaria che collega, in modo inatteso, il presente al passato. La libera condivisione dei testi prodotti permetterà alle memorie individuali di incontrarsi con le memorie del gruppo, intrecciando la storia di ciascuno e le traiettorie individuali con la dimensione sociale. Lo strumento semplice ed essenziale della scrittura farà giungere a conclusioni differenti rispetto a quelle a cui saremmo normalmente condotti.

“Non dirmi che la luna splende, mostrami il riflesso. della sua luce nel vetro infranto” ( Anton Checov)

RESTITUZIONE: Si restituisce infine il sogno, quello che da soli non si era riusciti a sognare: è il materiale fornito dal nostro lavoro inconscio che ha preso forma con la parola scritta.

Dal Sensibile al Visibile, potremmo dire. Questo momento conclusivo, è il nastro consapevole che lega la creazione e il suo autore. E’ il frutto di un lavorare con armonica alternanza tra pensiero, sogno e scrittura che si conclude in una ricomposizione orientativa di Sé, un tassello del romanzo della propria Vita.

“ Zia, parlami! Ho paura, c’è tanto buio qui… ”
“A che servirebbe? Tanto non puoi vedermi…!”
“Non importa… se qualcuno parla, il buio scompare… ”
(Freud, Opere, vol. 4)

PRIMO LABORATORIO
La vita immaginata
“E nella realtà? La realtà non c’era, era abdicata. Splendidissima regnava la vita immaginata” (V. Lamarque)

SECONDO LABORATORIO
L’Incanto dell’Indecisione
“Ogni tanto mi chiedo cosa mai stiamo aspettando…”.
“Che sia troppo tardi, Madame…”
(A. Baricco)

TERZO LABORATORIO
La Strada, Incontri e Partenze
“Mi sono voltato e ho visto la sua faccia. Ebbene, era come se già fosse preparata alla sorpresa, e non aspettasse altro che la sorpresa, l’atto di sorprendersi, come se lei sapesse che avrebbe provato piacere quando la sorpresa fosse venuta. E la sorpresa venne e la riempì di piacere. Perché ecco che lei disse: ” Gran Dio! Gran Dio! Se ne può fare di strada, siamo da due mesi partiti dall’Alabama ed eccoci già nel Tennessee…!”. 
(W.Faulkner)

QUARTO LABORATORIO
La Fascinazione del desiderio
“Io desidero il mio desiderio, e l’essere amato non è altro che un suo accessorio”.
(R. Bartles)

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