L’India ci parla laboratorio da remoto sempre attivo

L’India ci parla
Laboratorio condotto da Silvia de Toma

“Sarei grandemente tentato, se fossi dieci anni più giovane, di compiere un viaggio in India, non allo scopo di scoprire qualcosa di nuovo, ma per vedere con i miei occhi quel che è stato scoperto.”
Johann Wolfgang Goethe, 1787

Il Laboratorio è rivolto a chi già conosce l’India e a chi in India non c’è mai stato e forse non ci andrà mai. A tutti coloro che l’hanno sognata o soltanto immaginata. A chi, solo a sentirla nominare, si è sentito attratto oppure spaventato, ha provato curiosità, fascinazione, attrazione e perfino repulsione.
L’India riesce a parlare alle parti più profonde del nostro essere. Faremo insieme un viaggio attraverso le diverse emozioni e suggestioni che questo luogo/non luogo riesce suscitare in noi.
Ci faranno da guida alcuni brani di scrittori, con la loro personale esperienza e idea dell’India. La visione di video e immagini ci aiuterà ad arricchire questo percorso. Proveremo noi stessi a scriverne, usando la memoria e l’immaginazione, dando voce alle nostre emozioni e ai nostri pensieri perché questo percorso è rivolto anche a chi è interessato ad esprimersi con la parola scritta. Sarà un’esperienza che potrà sorprenderci, portando alla luce parti di noi di cui non siamo del tutto consapevoli e angoli del nostro essere rimasti finora nell’ombra, in attesa dell’occasione giusta per manifestarsi.

Programma del laboratorio

1. IN INDIA TUTTO E’ “DIVERSO”
“In India si pensano altri pensieri.”
T. Terzani

L’India possiede una frequenza tutta sua, ogni cosa funziona in modo totalmente diverso. Tutte le cose improbabili sono probabili in India. La mente occidentale, davanti ad un mondo spesso incomprensibile, non trova più nulla a cui appigliarsi: il segreto consiste nel permettere alla mente di riposare, nel lasciarsi andare al flusso degli eventi.

2. I POVERI E I “MOSTRI”
“L’universo intero e’ impossibile e qui, in India, lo sanno.”
G. Manganelli

In India, poveri, infermi e disabili non sono nascosti e nemmeno relegati in luoghi lontani dai nostri occhi. L’India non occulta o elude nulla: un pugno allo stomaco continuo che ci porta inevitabilmente ad accettare la nostra impotenza e a riconoscere l’ipocrisia della nostra società e i nostri privilegi.

3. IL TABU’ DELLA MORTE
“Colui che ben conosce contemporaneamente entrambe, rinascita e dissoluzione, giunto fino alla morte con la dissoluzione, ottiene con la rinascita l’immortalità.” (I_ Up.14)
In occidente assistiamo ancora alla negazione del tema della morte e del morire, in India invece la familiarità con la morte rappresenta un elemento condiviso, un’“abitudine” nei confronti di un evento della vita che lascia inalterato il valore privato del soffrire, ma restituisce un’alta capacità di elaborazione dell’angoscia. Per gli indiani la morte non è altro che un cambiamento di condizione nel corso di una complessa vicenda di un essere vivente.

4. LA SPIRITUALITA’ INDIANA
“In India, se non pregate, avete sprecato il viaggio.”
H. Michau
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Termini e concetti derivanti dalla cultura filosofica e religiosa indiana ci sono diventati familiari, tanto da usarli anche nel nostro linguaggio comune: meditazione, karma, mantra, mandala, yoga, chakra. Ci siamo abituati a vedere le immagini delle divinità indiane nei tatuaggi o sulle magliette, a trovare corsi yoga in ogni palestra e corsi on line su ogni tipo di meditazione, eppure il mondo della spiritualità indiana continua ad attrarci come se l’India possedesse un “segreto” che ci può ancora essere svelato. In India la spiritualità, il contatto col Divino viene suscitata in noi, non viene vista nè può essere osservata

.5. VIVERE AD UN’ALTRA VELOCITA’
“Di certo Dio creò l’India con comodo.”
Gita Mehta

Lontano dalle grandi megalopoli la vita quotidiana indiana si svolge ancora con ritmi antichi estremamente lenti. Nei villaggi o nei luoghi più nascosti delle città il tempo magicamente si ferma. Gli indiani sanno vivere con lentezza e riescono a stare senza difficoltà nel “qui e ora”.
Ciò che per noi richiede uno sforzo e un impegno continuo in India è naturale.
Un’ispirazione e la consapevolezza che si può fare.

Informazioni preliminari
– Il Laboratorio si svolgerà da remoto e potrete seguirlo quando e dove sarà per voi più comodo.
Il programma del Laboratorio si articolerà in cinque moduli
– Il materiale per ogni modulo (testi, immagini, files audio e video) verrà inviato all’indirizzo mail di ogni partecipante a cadenza settimanale
– Il Laboratorio non è un corso di scrittura. Gli scritti dei partecipanti non verranno corretti.
– Ognuno potrà decidere se condividere (in forma anonima) o meno i propri scritti con gli altri partecipanti. Questa condivisione è auspicabile perché può arricchire il percorso di tutti.
– In ogni momento, durante il laboratorio, mi potrete contattare via mail o telefonicamente.
-Per info e iscrizioni inviare mail a: ilpaesechenonce@virgilio.it

Chi sono
Ho cominciato a viaggiare in India fin dal 1985 e da allora non ho più smesso. Ho conosciuto nei miei viaggi aspetti dell’India molto diversi tra loro, dalle grandi metropoli ai piccoli villaggi delle zone rurali, dai monasteri buddisti delle valli himalayane alle città sacre dell’induismo con le loro migliaia di pellegrini.
Dal 2009 vivo stabilmente nel sud dell’India in una comunità internazionale (www.auroville.org) dove sono impegnata in progetti di sostegno all’emancipazione socio-economica delle donne che vivono nei villaggi limitrofi.
Attualmente mi trovo a Bergamo, dove risiede la mia famiglia.

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