SCRIVERE DI ALTRI MONDI PER SCRIVERE DI NOI: L’INDIA da domenica 6 marzo 2022

Laboratorio esperienziale IN PRESENZA di scrittura creativa
a cura di Silvia de Toma

Cinque incontri a partire da Domenica 6 marzo, dalle 15 alle 17 (13, 20, 27 Marzo, 3 Aprile)
Sempre attivo da remoto.

E che cos’è l’India? Come faccio a dirtelo? L’India è l’India.
Ma poniamo che io non sappia affatto che cos’è l’India. Dimmi tu che cos’è.
Neppure io so veramente che cosa sia l’India. La sento, ecco tutto. Anche tu dovresti sentirla.
Cosa vuoi dire? Voglio dire che dovresti sentire l’India come si sente, al buio, la presenza di qualcuno che non si vede, che tace, eppure c’
é.
(Alberto Moravia, Un’idea dell’India}

Forse l’India già la conosci, oppure non ci sei mai stato e non ci andrai mai, forse l’hai sognata o soltanto immaginata, può darsi che ti attragga e insieme ti spaventi, ti susciti curiosità o addirittura repulsione.
L’India è un mondo “altro” per eccellenza, sarà guida e pretesto per scrivere di noi e dei nostri mondi interiori perché l’India ha il grande potere di saper parlare alle parti più profonde dell’essere.
Faremo insieme un vero e proprio viaggio con un duplice obiettivo: dare voce attraverso la parola scritta alle nostre emozioni e alla nostra visione del mondo e usare la fantasia e l’immaginazione per scrivere e descrivere un “altro” mondo.
I temi su cui ci confronteremo sono temi universali che riguardano ognuno di noi, scriverne significa anche esporsi, dire la propria, raccontarsi e prendere posizione, stupirsi e commuoversi.

1. IN INDIA TUTTO E’ “DIVERSO”
“In India si pensano altri pensieri.” T. Terzani
L’India possiede una frequenza tutta sua, ogni cosa funziona in modo totalmente diverso. Tutte le cose improbabili sono probabili in India. La mente occidentale, davanti ad un mondo spesso incomprensibile, non trova più nulla a cui appigliarsi: il segreto per non soccombere consiste nel permettere alla mente di riposare, nel lasciarsi andare al flusso degli eventi.

2. I POVERI E I “MOSTRI”
“L’universo intero è impossibile e qui, in India, lo sanno.” G. Manganelli
In India, poveri, infermi e disabili non sono nascosti e nemmeno relegati in luoghi lontani dai nostri occhi. L’India non occulta o elude nulla: un pugno allo stomaco continuo che ci porta inevitabilmente ad accettare la nostra impotenza e a riconoscere l’ipocrisia della nostra società e i nostri privilegi.

3. IL TABU’ DELLA MORTE
“Colui che ben conosce contemporaneamente entrambe, rinascita e dissoluzione, giunto fino alla morte con la dissoluzione, ottiene con la rinascita l’immortalità.” (I_ Up.14)
Per gli indiani la morte non è altro che un cambiamento di condizione nel corso di una complessa vicenda di un essere vivente. In occidente assistiamo ancora alla negazione del tema della morte e del morire, in India invece la familiarità con la morte rappresenta un elemento condiviso, un’“abitudine” nei confronti di un evento della vita che lascia inalterato il valore privato del soffrire, ma restituisce un’alta capacità di elaborazione dell’angoscia.

4. LA SPIRITUALITA’ INDIANA
“In India, se non pregate, avete sprecato il viaggio.” H. Michaux

Termini e concetti derivanti dalla cultura filosofica e religiosa indiana ci sono diventati familiari, tanto da usarli anche nel nostro linguaggio comune: meditazione, karma, mantra, mandala, yoga, chakra… Ci siamo abituati a vedere le immagini delle divinità indiane rappresentate nei tatuaggi o sulle magliette, a trovare corsi yoga in ogni palestra e corsi on line su ogni tipo di meditazione, eppure il mondo della spiritualità indiana continua ad attrarci come se l’India possedesse un “segreto” ancora non del tutto svelato. In India la spiritualità, il contatto col Divino viene suscitata in noi, non viene vista né può essere osservata.

5. VIVERE AD UN’ALTRA VELOCITA’
“Di certo Dio creò l’India con comodo.” Gita Mehta

Lontano dalle grandi megalopoli la vita quotidiana indiana si svolge ancora con ritmi antichi estremamente lenti. Nei villaggi o nei luoghi più nascosti delle città il tempo magicamente si ferma. Gli indiani sanno vivere con lentezza e riescono a stare senza difficoltà nel “qui e ora”.
Ciò che per noi richiede uno sforzo e un impegno continuo in India è naturale. Un’ispirazione e la consapevolezza che si può fare.

Silvia de Toma

Chi sono

Ho cominciato a viaggiare in India fin dal 1985 e da allora non ho più smesso. Ho conosciuto nei miei viaggi aspetti dell’India molto diversi tra loro, dalle grandi metropoli ai piccoli villaggi delle zone rurali, dai monasteri buddisti delle valli himalayane alle città sacre dell’induismo con le loro migliaia di pellegrini.

Dal 2009 vivo stabilmente nel sud dell’India in una comunità internazionale (www.auroville.org) dove sono impegnata in progetti di sostegno all’emancipazione socio-economica delle donne che vivono nei villaggi limitrofi.

Dall’inizio della pandemia mi trovo a Bergamo, dove risiede la mia famiglia.

Per info e iscrizioni inviare mail a: ilpaesechenonce@virgilio.it

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