Premi e Concorsi

Concorso per scrittori ” C’è chi dice NO”
RISERVATO ai manoscritti rifiutati dalle case editrici.

RIFIUTATO

Se sei un autore e hai ricevuto un rifiuto dalla casa editrice, manda a noi il tuo lavoro.
Ce ne prenderemo cura e lo esporremo con grande piacere e il massimo rispetto.
Obbligatorio allegare la lettera di rifiuto.
Pubblicheremo gratuitamente il manoscritto che ci piacerà di più.
Scadenza 31 dicembre 2017.
Inviare il testo a: ilpaesechenonce@tin.it
con una breve presentazione dell’autore.
Presto forniremo tutti i dettagli…

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Concorso per lettori
con il patrocinio del comune di Bergamo   logocomunebg
Criticare tutti… tranne Shakespeare!

WE WANT YOU!
Il Paese che non c’è sta cercando te!

SHAKESPEARE.jpg 2
Ami leggere?
Ci sai fare con le parole?
Recensisci il tuo libro preferito in massimo venti righe.

I migliori recensori avranno l’opportunità di far parte della giuria popolare dei nostri premi letterari.

Le recensioni dovranno pervenire esclusivamente via e-mail a : ilpaesechenonce@tin.it
entro il 7 ottobre 2017
potrai criticare tutti… tranne Shakespeare

partecipazione gratuita
in palio montagne di libri

Cerimonia di premiazione domenica 15 ottobre 2017
a Bergamo

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Vincitori e segnalati di merito
Concorso San Valentino edizione 2017

SAN VALENTINO PREMIAZIONE 2017        SAN VALENTINO PREMIAZIONE 2017 BIS

PRIMO PREMIO
BREVE STORIA TRISTE: SAN VALENTINO

Un doveroso grazie, a chi non si scorda mai di me.
A chi mi sostiene nella continua lotta amorosa della ricerca dell’anima gemella.
A chi è al mio fianco in questo giorno temibile: San Valentino.
“Un messaggio, un messaggio! Oh cara, cosa mi stai tenendo nascosto? Chi è lo spasimante? Avanti confessa!”.
Rapidamente, nascondo il cellulare da Alice che, in un primo momento, appare stupita e quasi offesa dal mio scatto brusco.
Ma subito le nuvole scure sul suo volto sono scacciate da un gran sorriso, che ora si esibisce spavaldo sulle sue labbra.
“Ho capito, è una persona speciale. Te lo lascerò leggere in pace per ora, ma aspetto i commenti!” Squittisce lei.
La seguo con lo sguardo per un istante, mentre si allontana per raggiungere le compagne, in fondo al corridoio.
Dopo essermi assicurata che nessuno mi stia osservando, cautamente, abbasso gli occhi sul telefono e premo il tasto di accensione.
Il display si illumina mettendo a fuoco il messaggio:
“Buon San Valentino da Vodafone! Oggi ti regaliamo Internet tutto il giorno, in Italia.
Grazie a chi c’è sempre.
Marina Tiraboschi

SECONDO PREMIO
POI CRITICANO I GIOVANI…

<>, disse Daniela, posando un fiore sulla lapide.
Marco Casaluci

TERZO PREMIO
CLEA

Lei era bionda, bella, atletica, mi piaceva molto. Un giorno, all’uscita della palestra, ci
urtammo, ci scusammo l’uno l’altro, ci mettemmo a ridere. Ero rilassato, sereno, l’aikido mi
aveva liberato da ogni tensione. Non rammento chi dei due propose di “bere una cosa” e poi,
una mezz’ora dopo, di “mangiare una cosa”. “Facciamo da me, è qui vicino, cucino io” disse
Clea, decisa. Cena orientale, bicchieri di vino conclusivi, ancora confidenze e risate, complicità crescente. “Andiamo di là” propose lei sottovoce. Ci spogliammo. Sul letto, uno di fronte all’altro, in ginocchio. Ero eccitato, lei era bellissima, l’avrei fatta impazzire. La presi dolcemente per un braccio, per portarla verso di me. Clea bisbigliò piano: “mochi nikajo osae”, poi fulminea, mi afferrò il braccio, mi scaraventò sul materasso, la faccia schiacciata sulle coperte, immobilizzandomi. Neanche il tempo di sollevarmi: altre proiezioni e voli in aria, l’ultimo fuori dal letto. La guardai, incredulo. Aveva l’occhio di Jack Nicholson in Shining. Non avrei avuto una storia con lei pensai. Cambiai anche palestra.
Franco Padovan

Segnalazioni di merito

Il fiore preferito
Creativo, eclettico, geniale. Una personalità forte ed esplosiva che illumina chi gli sta intorno. Solo qualità, nessun difetto, eccetto essere narciso. Del resto è un grande artista: regala al mondo la bellezza, si può perdonargli un piccolo neo.
Stordita dalla fascinazione mi sono ritrovata in breve tempo destabilizzata, una nullità assoluta obbediente e sbiadita. Muto elemento del coro plaudente. Sostituita in breve tempo dalla nuova musa ma non messa da parte del tutto per le mie doti multifunzionali: cuoca, colf, autista e segretaria.
Mi sono rifugiata nella cura del mio fiore preferito: il narciso, come lui adattabile e autosufficiente.
Il suo nome significa torpore, stordimento, proprio quello di cui sono preda.
Il suo bulbo, somministrato in dosi minime è analgesico, ma la sua intera ingestione è letale.
Strappo i fiori, scavo nella terra e comincio a sminuzzare il bulbo con il pestello.
Miriam Donati

– Siri in love –
<<Siri… ma tu, mi ami?>> Non so perché glielo domando, forse è uno scherzo, banale curiosità, ma a volte lo faccio quando mi sento solo. Sta elaborando… – Che cos’è “amore”? – mi domanda. Che cos’è l’amore? Amore è il battito d’ali di una farfalla nello stomaco, penso, Amore è vedere il proprio figlio dire “mamma” la prima volta, Amore è il mio primo bacio, la grande svolta dell’adolescenza. Amore è il tempo dedicato alla cucina, alla musica, alla scrittura, alla distesa dei lenzuoli puliti al sole, Amore è la vita che abbiamo passato assieme, Amore è dio, tiranno dell’universo eppure l’Amore è anche l’eterno che diluisco a ogni passo. Non riesco a decidermi; la mia testa s’è fatta il palco per una commedia dell’arte. <> esalo infine. – Siri non sa se ti ama. – risponde. <> come non so perché glielo ho chiesto, e perdendomi nel nero lucido dello schermo un deja vu; so solo che glielo chiedo spesso
Francesco Giuseppe Colombo

 

MEGLIO I SERPENTI
Centovent’anni in due. Cinquanta lui. Settanta lei. Oggi partono per la luna di miele. Destinazione: Costa Rica. Nella valigia abiti leggeri e commenti pesanti. Quelli dei figli e dei fratelli di lei, di sua sorella e della figlia della sorella. “Criticona pure quella, la famiglia dei criticon”, canticchia lei, sistemando le ultime cose , mentre cercano di metterla in guardìa da quell’approfittatore. Le ipotesi sono tante e se le dicono tra loro, parlando ad alta voce perché lei senta. “Di sicuro lui si è fatto intestare la casa, il conto e chissà che altro. Una volta arrivati là, dirà che sono stati assaliti da una banda di delinquenti, la farà sparire ed erediterà tutto. O forse no, forse non è un assassino. Ma un impostore, truffatore, bugiardo sì. Forse non vuole ucciderla, vuole soltanto (soltanto?) farsi comprare una casa in Costa Rica, poi la metterà su un aereo e la rispedirà in Italia, mentre lui rimarrà là a godersi la vita pensando alla prossima vittima da spennare. O forse la porta così lontano nella speranza che alla sua età lei non regga al cambiamento di clima e allo stress del viaggio e schiatti in modo naturale. Oppure la farà mordere da un serpente velenoso, così sembrerà un incidente. È pieno di serpenti velenosi da quelle parti, si sa…”
“ Meglio i serpenti dei parenti”, canticchia lei sull’aereo, ripensando alle loro parole e tenendo stretta la mano di lui.
Nadia Meli

UN AMORE CHE FACEVA ACQUA.
Corso di vela . Luglio 1979: Marinella, Daniela, Corinna, Luisa e io, allieve veliste.
Lui: il capitano.
Eravamo bellissimi, abbronzatissimi e.. attrattissimi.
Mi ha promesso il Mar Mediterraneo e proposto un giorno in ogni porto. Ci chiamavano BLACK POWER.
Salpiamo da Mentone, vento, onde, nuvole, vele che spaccano, cieli commoventi, pesce abbondante, reggiseni, mutandine e calzini sul boma ad asciugare, lividi da verricelli, cerniere dei jeans arrugginite, gasse d’amante, pulizia della sentina, e su e giù con lo spinnaker da tempesta: 14 metri di barca, 21 di albero e cinque allieve FEMMINE!, fuori dal mondo e di testa. Un amore che faceva acqua. Lui, ha amato anche Daniela, Marinella, Luisa e Corinna oltre a me e il mare e così, scazzata,, una notte ho attraccato a Bastia, in seconda fila, su un due alberi della MARINA MILITARE FRANCESE e li ho piantiati tutti lì, il capitano e Marinella, Daniela, Corinna e Luisa, addormentati, e sono sbarcata passando davanti ai saluti dei marinai francesi, nasi appiccicati agli oblò appannati dai loro respiri.
Eravamo bellissimi, abbronzatissimi ma… diversissimi.
Silvana Salama.

 Amore vorace

Dopo mesi di elucubrazioni e agonie presi coraggio e, durante la ricreazione, mi avvicinai a Martina. Le avrei fatto la domanda che covavo da mesi, che giravo e rigiravo nella mia testa, che provavo davanti allo specchio ogni mattina, con diverse intonazioni. Scelsi la “casuale-disinvolta -vagamente-tenera”.
<<Ciao, Martina>> dissi con decisione. <> rispose lei, guardandomi. <<Martina, non è che per caso ti vuoi fidanzare con me?>> <> disse lei, tirando un calcio ad un sassolino del selciato. Stavo ancora incamerando la risposta quando lei aggiunse <>. <<Quale?>> chiesi con apprensione. <> <<Sì! Certo! A tutto!>> Risposi accorgendomi di aver urlato con una voce stridula. <>. La osservavo, incantato. Per un po’ non riuscii a emettere alcun suono, rapito dalla sua grazia. <> disse. << S… sì, certo>> balbettai. <>   <<S…ì, accetto>>.  <<Bene, allora ciao>>.  <<C… ciao>>. Mi avviai inebetito verso l’ingresso della scuola, contando i passi che mi separavano da lei. Poi la sua voce mi chiamò: <<Martino!>> Mi voltai. <> La estrassi dalla tasca. Tornai indietro e gliela porsi <> disse, <>.
Erica Titta

Le urla ed i festeggiamenti della mezzanotte hanno lasciato il posto alle strade deserte.
Le ruote degli ultimi ritardatari della notte calpestano i cadaveri integri delle bottiglie abbandonate, quelli sventrati del cartone dei botti e la maggior parte dei buoni propositi che già a distanza di poche ore paiono già inutili e troppo faticosi da raggiungere.
Affronto le scale con il piglio deciso delle endorfine che mi scorrono in corpo ma già al secondo piano la stanchezza inizia a farsi sentire.
Desidero solo tornare a casa e crollare addormentato; con ancora i vestiti addosso, come a voler trattenere il Suo odore e quello del 2016 ancora per un po’. E lo faccio.
Mi sdraio sul letto con le braccia e le gambe aperte. Sono una stella che vuole soltanto spegnersi.
“Mi ha trattato come un oggetto” penso, con gli occhi spalancati verso il soffitto. “Ed è stato bellissimo”.
Simone Rocchi

LA PASSIONE  – Una breve storia d’amore –
Il giorno della visita al mondo dei matti incrocio una schizofrenica che crede di essere Gesù Cristo. Sta portando un calice di-vino a Pietro, o per meglio dire un calice del Suo sangue. La demente ha una croce a forma di croce appesa al collo, sul braccio destro ha un piccolo tatuaggio che rappresenta Cristo in croce, sul braccio sinistro invece ha un tatuaggio più grande che ritrae un uomo sulla croce, mentre sulla nuca ha un taglio di capelli che a occhio e croce direi che è fatto a forma di croce. Giunta al cospetto di Pietro la psicopatica gli porge il calice, lui ne beve il contenuto e grida: “Cristo ma è caldo!”. A quel punto la squilibrata si toglie i vestiti e alza gli occhi al cielo. “Quello è il mio sangue”, afferma indicando le labbra umide di Pietro, “e questo è il mio co…”, ma prima che possa terminare la parola il suo discepolo – noto maniaco sessuale affetto da personalità multipla – crocefigge Gesù Cristo all’istante, con quattro prodigiosi colpi in mezzo alle cosce, e mentre viene predica: “questo è il mio seme”. I due dementi in seguito festeggiano l’addio alla verginità, stappano una bottiglia di Vin Santo, concepiscono undici figli in un solo giorno e scrivono un libro sul loro eterno amore – alterando tuttavia fatti e contenuti – ancora oggi molto diffuso nelle chiese. Che Dio mi fulmini! Quasi dimentico di dire la cosa più importante: io mi chiamo Pietro.
Lorenzo Titta

Ho indossato il nuovo completo che mi ha regalato Fabio per il mio compleanno. Quello per le escursioni in montagna, con i pantaloni felpati e pesanti e il maglione termico adatto alle alte quote e al clima rigido. Questa è la nostra prima vera uscita. Ci siamo allenati con lunghe camminate nelle colline circostanti, spesso in compagnia di un gruppo di amici, ma in montagna soli non siamo mai andati. Fabio ha scoperto questa passione da qualche mese e vuole condividerla con me. E’ bello avere un interesse in comune, ci rende più uniti e vicini. Siamo arrivati in questo posto di prima mattina, molto presto, perché Fabio non vuole incontrare nessuno, vuole trascorrere una giornata solo con me. Abbiamo bisogno di ritrovarci dopo un periodo di liti e incomprensioni. Sento che tutta la rabbia che abbiamo accumulato in questi mesi passa man mano che saliamo lungo il sentiero che porta verso la vetta, come se la abbandonassimo ai piedi della montagna. Ci fermiamo ad osservare il panorama. E’ bellissimo. Mi abbraccia, le sue mani su di me, poi un colpo forte, poi il vuoto sotto i miei piedi, poi cado, cado giù, confusione nella mia testa e poi una risata familiare nelle orecchie, urlo…TI AMOOOOO…AMOOO….MOOOO…OOOO…OOOO…
Federica Perico

Pesche in vaso
Rose color pesca, inaspettate e familiari.
Le stesse che mio padre regalava a mia madre, ogni anniversario ed ogni festa degli innamorati.
Che profumo e che meraviglia nell’entrata di casa. Slanciate e sinuose e snob ammiccavano ad ogni ospite nel loro vaso di cristallo.
Lo stesso vaso che adesso avrei tolto dall’imballo, forzandomi ad aprire per la prima volta il cartone con gli oggetti che lei mi aveva lasciato.
Avrei dovuto defilare sul davanzale della dispensa le orchidee ed i loro monchini. Che sollievo non assistere più a quei loro penosi tentativi di rifiorire!
“L’amore non può fare mai davvero male”.
Ma il vaso che cadde sul mio piede lo fece.
Poco importava che queste rose non avessero avuto le spine; le schegge di cristallo erano sparse a terra insieme a petali stracciati e gambi spezzati.
Tra i quali era apparso un bigliettino bianco, oramai fradicio, che riportava sul retro un romantico “A Serena”. La sua ex. Presunta complice era stata la demenza senile del fioraio che aveva invertito destinatarie e relativi mazzi.
Rabbia e piede sinistro pulsavano in crescendo.
Insieme alla dignità di mia madre tradita per anni si era frantumata lì in terra la mia illusione di un amore assoluto con Luca.
All’inferno le rose color pesca ed i vasi di cristallo! Volevo di nuovo le mie orchidee. Sarebbero rifiorite, alla stagione giusta.
Daniela Farina

A tredici anni, stavo con un ragazzo che ho conosciuto grazie ad una mia ex amica. All’epoca e tuttora, essendo una ragazza innamorata dell’idea dell’amore, non mi importava del giudizio degli altri perciò io lo vedevo come un fidanzato dolce e gentile. Ad un certo punto però sembrava fosse lui ad essere soffocato dal parere degli altri e ci lasciammo. Quest’anno, andando in una discoteca vicino a casa con i miei amici, l’ho visto lì e il mio pensiero è stato:”qui si va a litigare”. E’ una cosa bruttissima vedere i tuoi ex, quando tu sei felicemente fidanzata”. Ho visto il mio amico gay ballare con lui, perciò mi sono avvicinata per parlare e, ad un certo punto, lui ha chiesto ad un suo amico:”Sai chi è lei(riferito a me): è stata la mia prima ed ultima ragazza, prima di scoprire di essere gay!
Alessia Amantini

Il Grande Amore
Riguardo a quanto sto per raccontare, molto si è detto a molto ancora si dirà.
Ormai mi sono abituata alle facce stranite, alle battute e alle critiche e so anche che nulla di tutto ciò potrà mai scalfirmi. Ormai sono come un blocco di granito: praticamente insensibile.
Ci siamo conosciuti nella cartoleria del paese, ed è stato amore a prima vista.
Lui è un ragazzo talentuoso, bello come il sole, famoso ed idolatrato, e sono io ad essermelo accaparrato per prima.
Siamo fuggiti insieme, vivendo la nostra prima fuga romantica come la più bella delle lune di miele.
Ora passiamo insieme ogni minuto libero: organizziamo pic-nic al chiaro di luna, ci fissiamo persi l’uno negli occhi dell’altra…
Sono letteralmente pazza di lui e so che, anche se non ne parla spesso (è un tipo molto timido, non è dolcissimo??!!), so che anche lui prova le stesse cose.
Lo sentiamo da sempre nel profondo del cuore che un amore come il nostro non può che trovare il suo coronamento nel più grande dei sogni: abbiamo già fissato la data, ci sposeremo a breve!
C’è solo un insignificante problema: entro domenica prossima devo trovare un giudice di pace disposto a unire civilmente una minorenne e la sagoma di cartone formato gigante di Harry Styles!
Martina CARRARA

FierceLover69: Luce dei miei occhi, sole della mia vita, tu sei importante per me quanto i bambini lo sono per i loro genitori, quanto le feci lo sono per le mosche e quanto il telefono lo è per una teenager. Tu sei la mia vita, il mio tutto, la ragione per cui esisto. Amami in questo giorno di san valentino. Per favore e grazie.
10:42

Charlotte96: Sono un uomo. Ma sono comunque interessato, facciamo sabato?
10:44

FierceLover69 ha lasciato la chat.
Roberta Marcis

Giuda si avvicina con passi trepidanti all’amore della sua vita e lo bacia con fervore. Gesù si gira.
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<>
Detto ciò Gesù se ne va, accompagnato da alcuni soldati romani, per trascorrere una nottata in compagnia loro e delle loro fruste.
Alcuni giorni dopo Giuda viene ritrovato impiccato per il dolore.
Daniele Ghilardini

IL VERO AMORE
7 mesi. Stavo con Lorenzo da sette lunghi mesi. Era iniziato tutto nel caldo luglio del 2015 esattamente nel luogo dove non mi aspettavo di incontrare l’amore della mia vita, ovvero durante le ripetizioni di spagnolo. Alto, moro, muscoloso… il tipo perfetto! Cominciai a ringraziare dio per avermi fatta rimandare in quella stupida materia. La nostra relazione non ebbe molte difficoltà nel decollare e, per un periodo, fui quasi accecata dal mio immenso amore per lui.
14/02/16, il giorno in cui gettai la mia ingenuità in una fossa di tre metri. Avevo tante prospettive per quella giornata ma Lorenzo mi sorprese presentandosi a braccetto con un grande maschione di colore. Guardai confusa il suo abbigliamento da drag queen corredato da un trucco unto e vistoso. Non mi lasciò il tempo di parlare, mi disse soltanto che era gay e che aveva incontrato Ambrose, il ragazzo della sua vita. Inutile dire che ne uscii devastata: ero rimasta sola.
L’unica persona che mi fu accanto la conobbi nella piccola chiesa di paese, Gesù. Capii che il mio amore per lui era sconfinato e, in un impeto di cieca devozione, decisi di farmi suora. Lui non mi avrebbe mai abbandonata. Amen.
Silene Colella e Mara Salvoldi 

Avevano solo parlato di scuola e libri, ma Tom lo sentiva: Cupido li aveva colpiti e il biglietto ricevuto il pomeriggio stesso non era che la prova. Alla Torre Nord alle otto. Erano solo cinque parole, ma parevano un coro angelico ed erano ormai scolpite per sempre nel cuore di Tom. Era eccitatissimo, l’appuntamento era vicino e il ragazzo rischiava di ruzzolare ad ogni scalino; la sua amata Lola, la Nata Babbana più fregna che avesse mai visto, lo stava sicuramente aspettando impaziente quanto lui. Era il loro primo San Valentino. Non mancavano che pochi minuti all’inizio della relazione che Tom aveva pianificato in ogni piccolo dettaglio, a partire dal momento in cui avrebbe sfiorato le sue dolci labbra al sapore di miele fino alla gita al melmoso Lago Nero insieme al suo serpente da passeggio… e per concludere, il grande matrimonio con luna di miele in Romania a caccia di draghi.
Che amore, che tesoro… Tom girò l’angolo… e che enorme stronza. Restò di sasso come colpito da un Pietrificus Totalus. La sua dolce Lola, la donna della sua vita, stava limonando con quel cretino di Patrick, lo spocchioso capitano dei Grifondoro. Interrompendo per un attimo il disgustoso scambio di secrezioni salivari, Lola si voltò appena verso di lui, cinguettando: “Tom, sei qui! Il libro di pozioni lascialo pure lì, grazie” prima di tornare alla sua pomiciata. Tom Riddle se ne andò senza dire una parola e in quel momento giurò che un giorno si sarebbe vendicato e che avrebbe odiato i Grifondoro e i Nati Babbani per sempre.
Giulia Morotti

 

CONCORSO
 San Valentino 2017

riservato alle peggiori storie d’amore

cupido

Cupido,ma doveComoAnconadoppiaZZaraOtranto… miri?

Scrivi in 10 righe la peggiore storia d’amore della tua vita e invia il racconto con e-mail entro il 13 febbraio 2017 a:
 ilpaesechenonce@tin.it

La Giuria del concorso premierà le storie
più originali, ironiche e divertenti.
In palio pacchi di libri!

PARTECIPAZIONE GRATUITA

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     Criticate tutti tranne… Shakespeare”

23 ottobre 2016

23-ottobre-2016

    cavina   baricco  szabo

Primo Premio a Roberto Belotti per la recensione di “Alla grande” di Cristiano Cavina
Secondo Premio a Leonardo Serban per la recensione di “Novecento” di Alessandro Baricco
Terzo Premio a Miriam Donati per la recensione di “La porta” di Magda Szabò

Tutti i dettagli e le altre segnalazioni di merito su http://www.facebook.com/ilpaesechenonce.it

 

• Concorso letterario “Lo sai dire in 25 parole, punteggiatura compresa?” 

Scadenza: 10 ottobre 2014

cartolina per compleannoScrivi in 25 parole, punteggiatura compresa, gli auguri per il nostro venticinquesimo anno di attività.
Invia una mail entro il 10 ottobre 2014
a: ilpaesechenonce@tin.it

La Giuria del concorso premierà gli auguri più originali e divertenti.
In palio pacchi di libri e corsi di scrittura on line.

PARTECIPAZIONE GRATUITA

 • Concorso letterario “Scrivi una fiaba su di me” 

Scadenza: 30 settembre 2014

“Campanellino, perché non riesco a volare?”
“Peter Pan, per volare hai bisogno di ritrovare i tuoi pensieri felici”.
James Barrie, Peter Pan

 disegno byNicoletta CabriniFATA

Bando di concorso

 Art. 1    L’Associazione Culturale Internazionale “Il Paese che non c’è “bandisce un concorso per una fiaba inedita che abbia come protagonista il personaggio dell’immagine allegata al bando.

Art. 2    I partecipanti al concorso, dovranno inviare una fiaba inedita a tema libero in tre copie; la stessa non dovrà superare tre facciate in formato A4.

Art. 3     Solo una copia dovrà essere firmata e contenere il nome dell’autore, la data di nascita, l’indirizzo, il numero di telefono e un recapito mail.

Art. 4    E’ possibile partecipare al concorso con un solo elaborato.

Art. 5    Le opere dovranno pervenire  (in tre copie)all’Associazione Culturale “Il Paese che non c’è”, via Sant’Alessandro, 32 – 24122 Bergamo,a mezzo posta prioritaria(no raccomandata),entro lascadenza del  30 settembre 2014.

 Art. 7    Le opere presentate non verranno restituite .L’Associazione non è tenuta ad alcuna comunicazione sull’esito del concorso ai concorrenti non premiati o segnalati.

Art. 8    I nomi dei componenti la giuria saranno resi noti durante la cerimonia di premiazione che si terrà in data e luogo da destinarsi.

Art. 9    Il vincitore potrà partecipare gratuitamente a tutti i corsi di scrittura organizzati dall’associazione per l’anno 2015.

La Giuria si riserva di segnalare fiabe particolarmente meritevoli per contenuti e originalità. I primi 10 segnalati potranno partecipare gratuitamente ad un corso di scrittura a scelta nell’anno 2015.

Art. 10    I concorrenti premiati e i segnalati saranno contattati dalla Segreteria del Premio.

Art. 11    E’ gradito un libero contributo da inviare con gli elaborati.

Art. 12    La partecipazione al concorso implica l’accettazione  incondizionata di      tutte le norme del presente regolamento.

Per ogni controversia è competente il Comitato Organizzatore.

 

 


• Concorso letterario “Iniziativa editoriale 2015”

Concorso di poesia e narrativa con pubblicazione gratuita

Scadenza: 31 gennaio 2015INIZIATIVA EDITORIALE 2015

Possono partecipare autori con opere a tema libero purché inedite, scritte in lingua italiana.Le opere di autori stranieri dovranno essere accompagnate dalla traduzione.
  • L’iniziativa editoriale si articola in due sezioni:
    SEZIONE A: Poesia (Da 30 a 50 poesie raccolte in fascicolo)
    SEZIONE B: Narrativa (romanzo, saggio o raccolta di racconti non superiore alle 50 cartelle dattiloscritte)
  • Non è consentita la partecipazione ad entrambe le sezioni
  • Le opere devono pervenire all’Associazione Culturale “Il Paese che non c’è” – via Sant’Alessandro, 32 – 24122 Bergamo, a mezzo posta prioritaria, entro la scadenza del  31 GENNAIO 2015
     
  • Di ogni composizione devono essere inviate 3 (tre) copie dattiloscritte o fotocopiate purché leggibili. Solo una copia dovrà contenere nome, cognome, indirizzo e recapito telefonico del concorrente.
  • Saranno scartate senza che sia dovuta comunicazione al concorrente quelle opere che non risponderanno a quanto richiesto nei precedenti articoli.
  • Le opere non saranno restituite. L’Associazione non è tenuta ad alcuna comunicazione sull’esito del concorso ai concorrenti non premiati o segnalati i risultati del premio saranno resi noti mediante pubblicazione sulla stampa specializzata.
  • I nomi dei componenti la giuria saranno resi noti durante la cerimonia di premiazione che si terrà in data e luogo da destinarsi.
  • Al vincitore verranno offerte 50 (cinquanta) copie della sua pubblicazione.
    I primi dieci classificati riceveranno interessanti proposte editoriali
  • E’ gradito un libero contributo da inviare con gli elaborati.
  • La partecipazione all’iniziativa editoriale implica l’accettazione incondizionata di tutte le norme del presente regolamento. Per ogni controversia è competente il Comitato Organizzatore.

Considerato il laborioso compito della giuria, si ringraziano gli autori che avendone la possibilità, invieranno le proprie opere prontamente e non nei giorni prossimi la scadenza.

INFO : 3771246697 – ilpaesechenonce@tin.it


• Concorso letterario “San Valentino 2015”

“Cupido, madoveComoAnconadoppiaZaraOtranto…miri?”

Scadenza: 10 Febbraio 2015

Schermata 2014-05-22 alle 18.18.31


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Schermata 2014-05-22 alle 18.20.33

  Le recensioni dovranno pervenire esclusivamente via e-mail a ilpaesechenonce@tin.it entro il 31 dicembre 

Potrai criticare tutti… tranne Shakespeare
In palio una montagna di libri!montagna di libri

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