LOOKING FOR ANTIGONE corso di scrittura teatrale online dal 27 febbraio 2021

LOOKING FOR ANTIGONE corso di scrittura teatrale online a cura di Giuseppe Marini

Corso di scrittura teatrale, in sei appuntamenti settimanali, per aspiranti drammaturghi e per coloro che intendono avventurarsi e cimentarsi con la scrittura teatrale, le sue regole e le sue specificità.
Nei sei incontri di #LookingforAntigone si cercherà di sorvegliare, dirigere, consigliare ogni partecipante nella creazione di qualcosa di suo, anche se non già testo ma tracce, scene, dialoghi, monologhi che abbiano una loro recitabilità.

LOOKING FOR ANTIGONE corso di scrittura teatrale online a cura di Giuseppe Marini


In #LookingforAntigone saremo accompagnati dalla tragedia delle tragedie per tentare una riflessione sulla scomparsa o latitanza del senso tragico nella cultura contemporanea.

Sei incontri, sempre di sabato dalle ore 15.00 alle ore 16.30.

27 febbraio – 6, 13, 20, 27 marzo e 3 aprile 2021

LOOKING FOR ANTIGONE

Corso di scrittura teatrale condotto da

Giuseppe Marini

Il presente corso di scrittura teatrale si rivolge in primo luogo ad aspiranti drammaturghi, ma anche più semplicemente a coloro che, avendo già una qualche familiarità con la scrittura narrativa, intendono avventurarsi e cimentarsi con la scrittura teatrale, le sue regole, le sue specificità.

La prima specificità che possiamo enucleare è che la scrittura drammaturgica è, per suo statuto, incompleta perché attende in primo luogo il corpo dell’attore prima e del destinatario poi (il pubblico) che non fruisce stavolta del testo scritto nella solitudine del suo salotto, o dove più gli aggrada, ma in uno spazio deputato, il luogo fisico del teatro composto da almeno due spazi, auspicabilmente in rapporto tra loro: il palcoscenico e la platea.

Il testo drammaturgico ha bisogno di prove e verifiche prima della sua trasformazione ultima che lo compie e lo completa che è il testo teatrale, il testo dello spettacolo.

Basterebbe questa prima inderogabile specificità a chiarirci quanto, al di là del cosiddetto stile e della poetica autoriale, la scrittura teatrale non è libera ma fortemente vincolata da precise convenzioni che lo scrittore di teatro deve conoscere.

Come in tutte le arti nulla vieta, anzi è sempre auspicata, la rottura di tali convenzioni, ma nessun superamento serio e degno di questo nome può prescindere da una profonda conoscenza di queste. Occorre conoscere molto bene ciò che si vuole infrangere.

È una scrittura fortemente “destinata” e che attende, ripeto, una incarnazione nel corpo dell’attore, nella sua sua fisicità e vocalità e non da ultimo nei suoi ritmi e nei suoi silenzi.

La scrittura teatrale deve sempre rimandare a un’azione, anche quando l’azione di un plot è continuamente differita e rimandata (vedi Amleto, ma non è proprio da tutti pensare di fare di questa non azione e di questo sovvertimento un capolavoro).

La parola stessa in teatro è e deve essere azione e senza perdere il suo potere concettuale e simbolico deve accettare di farsi eminentemente fisica

Cercheremo di conoscere queste regole compositive, consci però, a mio avviso, della feconda particolarità di questo per-corso. A condurlo non sarà uno “specialista” della scrittura, un drammaturgo in senso stretto, ma un regista e cioè colui che in teatro si incarica di traghettare la drammaturgia-testo scritto in testo teatrale, in spettacolo.

Dico traghettare e non conchiudere in sé questo processo e questa trasformazione.

Qualche parola va spesa nel dire che ci sono registi e registi, ciascuno col proprio percorso personale: alcuni partono e sempre si riferiscono al testo, ma che più prudentemente se ne fanno allestitori fedeli e corretti, più o meno eleganti confezionatori di qualcosa che si conosce e che si sa già.  Altri registi invece, prendendosi le loro responsabilità, lavorano a un’ulteriorità, specialmente se si tratta di un classico, a un qualcosa che intorno a quel testo non era mai stata detta o vista, facendosi a loro volta autori con il loro carnet di strumenti che sono gli attori e la recitazione, l’uso dello spazio e il suo rivestimento scenografico, i costumi, le luci, la musica e non da ultimo il ritmo e il respiro dello spettacolo.

Anche qui però ci sono delle distinzioni da fare perché ci sono coloro che lo fanno privilegiando o anteponendo istanze autobiografiche in una personalissima intertestualità tra testo di partenza e testo proprio e coloro che invece solo e proprio dal testo riescono attraverso un corpo a corpo critico-analitico a ricavare risonanze nuove e nuove direzioni interpretative senza tuttavia sostituirvisi.

Io appartengo e mi piace appartenere a questa seconda categoria.

Ma la componente preponderante di questo corso sarà di tipo laboratoriale.

Non voglio condurre e occupare lo spazio e il tempo dei sei incontri previsti con delle mini-conferenze, ma cercherò di sorvegliare, dirigere, consigliare ogni partecipante nella creazione di qualcosa di suo, anche se non già testo compiuto, ma tracce, lacerti, scene, dialoghi, monologhi che stiano però in piedi, cha abbiano cioè una loro “recitabilità”.

Saremo accompagnati in questo percorso da un testo cardine della letteratura teatrale di tutti i tempi e che non smette mai di parlarci e di travasare i suoi mille rivoli di senso, di fascinazione in contesti culturali diversi da quello in cui è nata.

Ho voluto un testo tragico, o meglio la tragedia delle tragedie, la più perfetta: Antigone di Sofocle, anche per sperimentare concretamente le possibilità del tragico nella nostra drammaturgia tentando una riflessione sulla scomparsa o la preoccupane latitanza del senso del tragico nella cultura contemporanea.

Vedremo dove arriveremo.

Sei incontri non sono tanti ma cercheremo di usarli al meglio.

Riuscire a rafforzare, per chi un po’ già le possiede, delle competenze, ma soprattutto far esplodere il desiderio – urgenza di scrivere per il teatro sarà per me già un enorme successo.

Con l’augurio di questo (spero) irreversibile contagio…

Giuseppe Marini

Giuseppe Marini vive e lavora a Roma. Dopo un’accurata formazione artistica e una considerevole attività di attore debutta nella regia. Decisivo l’incontro con i più grandi attori e attrici della scena italiana: da Franca Valeri (con ben 5 spettacoli) a Annamaria Guarnieri, Pino Micol, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Licia Maglietta, Maria Paiato. Insegnante di recitazione conduce stages e laboratori.

Info ed iscrizioni: corsi.ilpaesechenonce@virgilio.it

One thought on “LOOKING FOR ANTIGONE corso di scrittura teatrale online dal 27 febbraio 2021

  1. Reblogged this on Il Paese che non c'è and commented:

    Ricordiamo l’avvio del corso di scrittura teatrale “LOOKING FOR ANTIGONE” condotto da Giuseppe Marini. Per avere un terreno comune come unica traduzione, il docente consiglia l’uso del testo di Sofocle nella traduzione di Massimo Cacciari che si trova nella storica collezione di teatro Einaudi. A sabato 27 febbraio alle ore 15.00.

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